Il riposo, prima regola del lavorare bene

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Lavorare è un’attività fondamentale. L’essere occupati è un aspetto importante per la salute mentale, ma può essere anche fonte di malessere.

Un tema importante per bilanciare vita lavorativa e vita privata, in modo da mantenere un equilibrio sano, è la possibilità di prendere periodi di stacco e di riposo. Infatti, un assorbimento eccessivo nel lavoro può diventare nocivo e portare in secondo piano quegli aspetti positivi che fanno vivere l’occupazione come un’esperienza gratificante.

Molto spesso le persone che incontro hanno l’impressione che sia l’azienda a determinare un sovraccarico di lavoro. In molti casi è così, ma è anche vero che spesso siamo noi stessi a metterci nelle condizioni di  non poterci riposare: ad esempio, perché non siamo abili nella gestione del tempo, oppure perché il perfezionismo ci spinge a svolgere le attività con un bisogno di precisione che va oltre quanto richiesto, oppure ancora perché il lavoro diventa un modo per concentrarci su qualcosa che ci allontana da altri problemi della vita (es. criticità nelle relazioni familiari, emozioni difficili da elaborare, ecc.).

Esiste poi una vera e propria forma di dipendenza dal lavoro, che viene definita workaholism. Si tratta di una modalità patologica di relazionarsi alla vita professionale, che comporta un coinvolgimento totale nella propria occupazione al punto da perdere di vista tutti agli altri aspetti della vita (come relazioni e affetti, salute, svago).  Il workaholism va trattato al pari delle altre forme di dipendenza (da sostanze, da gioco d’azzardo, ecc.), con un supporto di tipo psicoterapeutico.

Un anno difficile

Da marzo 2020 stiamo vivendo un periodo molto particolare. La pandemia ha cambiato le nostre abitudini: gli spostamenti sono stati impediti, ci siamo trovati improvvisamente chiusi in casa, costretti a limitare i rapporti sociali e all’uso di dispositivi medici. A tutto questo poi si sono aggiunte paure per la salute, per l’economia e, per molte persone, un momento di difficoltà contingente (calo del fatturato, cassa integrazione, perdita del lavoro).

Per chi ha avuto la possibilità di ricorrere allo smart working sono cambiate anche le abitudini con cui svolgere il lavoro: non tutte le aziende avevano già attivato questa modalità prima della crisi covid, e molte persone si sono ritrovate catapultate in un nuovo modo di svolgere le proprie mansioni, dovendosi costruire un metodo per distinguere tempo per il lavoro da tempo per la vita personale, immerse in una dimensione domestica che non ha facilitato questa distinzione.

Dunque, in un momento come questo è tanto più importante riuscire a staccare e ritrovare una dimensione di ascolto verso sé stessi e il proprio benessere. Anche chi ha avuto un calo di attività lavorativa, infatti, sarà stato ugualmente impegnato con preoccupazioni, progetti, soluzioni da mettere in campo.

Cosa significa davvero staccare?

Staccare significa riuscire a spostare l’attenzione dal lavoro verso la vita privata. Concentrarsi su di sé, su quello che si sta vivendo e sulle persone che si hanno intorno.

Ecco qualche consiglio per riuscirci al meglio:

  • Avere poche aspettative: anche la vacanza può portare con sé imprevisti, momenti di rabbia, tristezza, piccoli stress … Se qualcosa non va come vorremmo, non prendiamola come una tragedia! Il/la nostro/a compagno/a di viaggio si è rivelato troppo diverso da noi? Non stiamo incontrando l’anima gemella (come sperato)? Il luogo in cui ci troviamo non corrisponde alle aspettative? Non prendiamoci troppo sul serio e facciamoci una risata!
  • Sospendere i collegamenti: non controllare l’e-mail del lavoro, non tenere acceso il cellulare… non rispondere al solito collega lamentoso che manda messaggi per scaricare la sua frustrazione. La vacanza è tale se ci concediamo il lusso di distrarci. Questo significa imparare a dire qualche no. Se proprio non è possibile farlo, come minimo sarà utile darsi la regola di controllare posta e telefono in una determinata fascia oraria o in un giorno assegnato. Questo permetterà di godere al meglio il resto del tempo
  • Vivere il presente: concentrarsi su sé stessi e fare ciò che ci piace di più, momento per momento. Programmare ma senza troppe rigidità, non correre e concedersi il lusso di cambiare all’istante.
  • Fare qualcosa di nuovo, diverso dal solito: è un’ottima medicina contro la noia della quotidianità. Stiamo parlando anche di piccole cose: leggere qualcosa di diverso, provare cibi non usuali. Questo consiglio vale soprattutto per chi non parte, ma trascorre le ferie a casa.

Se senti la necessità di riflettere sul tema lavoro e benessere, puoi leggere questo articolo.

Se vuoi imparare a dire qualche no in più, puoi consultare questo contributo.

Se desideri approfondire alcuni strumenti perla gestione del tempo, ti rinvio agli articoli sul time management, in cui ho proposto strumenti come la matrice di Covey o  il ready-to-resume plan.

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