Da psicologa psicoterapeuta mi occupo del benessere psicologico della persona utilizzando strumenti di diagnosi e sviluppando percorsi di supporto attraverso colloqui di psicoterapia o di consulenza psicologica (counseling).

Psicoterapia

È un percorso di tipo psicologico che si concentra su difficoltà della persona, che possono determinare dolore o disagio a livello psicologico e un senso di malessere tale da rendere difficile la vita quotidiana. Oppure è un percorso utile per crescere e migliorare le proprie capacità di affrontare le situazioni di vita che, per qualche motivo, ci risultano difficili. La psicoterapia si può rivolgere al singolo, alla coppia, al nucleo familiare.

Su cosa si lavora con la psicoterapia?

Principalmente su problematiche affettive o emotive che incidono sul benessere complessivo della persona.  Ad esempio: emozioni che non si riescono a gestire, paure o fobie, un livello di autostima inadeguato, difficoltà nell’accettarsi. Per approfondire questi temi è quasi sempre necessario far emergere elementi della storia passata della persona, per ricollegarli al modo in cui vive oggi la sua vita.

Quanto dura un percorso di psicoterapia?

La durata del percorso è variabile, da un minimo indicativo sei mesi a qualche anno. In genere si tengono incontri a cadenza settimanale, della durata di un’ora.

Quando si considera terminata la psicoterapia?

Una volta che la persona ha raggiunto raggiunto l’autonomia necessaria alla gestione del proprio problema, e riesce ad affrontare con fiducia la propria esistenza.

 

Counseling psicologico

È un percorso di tipo psicologico che si concentra sulle difficoltà della persona principalmente nel gestire relazioni interpersonali o emozioni scatenate da un determinato evento o da un aspetto della propria vita personale. Queste difficoltà non devono essere tali da compromettere l’esistenza della persona nel suo complesso (es. impedirle di studiare o lavorare). Il counseling si può rivolgere al singolo, alla coppia, al nucleo familiare, a un gruppo che intrattiene relazioni in modo continuativo.

Su cosa si lavora con il counseling?

Principalmente su problematiche relazionali, affettive o emotive legate ad una sfera di vita. Ad esempio: uno stato emotivo di forte tristezza o rabbia scatenato da un evento specifico (es. perdita del lavoro, difficoltà nel realizzarsi), difficoltà nella gestione dello stress, problemi legati alle relazioni sentimentali o familiari. La finalità degli incontri è quella di migliorare progressivamente la capacità di gestire le situazioni critiche (difficoltà e conflitti nelle relazioni, lutti, insoddisfazione personale e/o lavorativa, stress) acquisendone consapevolezza e favorendo lo sviluppo della persona:  la valorizzazione di sé, l’autostima e le strategie per fronteggiare i problemi.

Il counseling è il metodo di intervento più idoneo in assenza di problematiche e disagi evidenti, che richiedono un sostegno di tipo psicoterapeutico.

Quanto dura un percorso di counseling?

La durata del percorso è variabile, in funzione dell’argomento e dell’evoluzione della persona e della sua disponibilità nel prendere parte attiva al processo. Mediamente si può sviluppare fra i sei mesi e un anno. In genere si tengono incontri a cadenza settimanale, della durata di un’ora.

Quando si considera terminato il percorso di counseling?

Una volta che la persona ha  raggiunto un equilibrio nella gestione delle emozioni che permette di vivere la vita con serenità, il counseling si può ritenere concluso.

 

L’approccio della psicoterapia della Gestalt

Sia nella psicoterapia che nel counseling utilizzo come modello di riferimento quello della psicoterapia della Gestalt fenomenologico-esistenziale, il metodo terapeutico messo a punto da Fritz Salomon Perls a partire dagli anni ’40 del secolo scorso.

Questo tipo di psicoterapia poggia su alcuni cardini che trovo essenziali:

  • la parità fra terapeuta e cliente, dove il terapeuta è una persona comune, con i problemi di qualunque altra persona, a cui aggiunge la capacità di mettersi in gioco e utilizzare gli strumenti di lavoro che ha acquisito sottoponendosi per primo a un processo terapeutico;
  • L’attenzione al sentire più che ai pensieri. La mente ci inganna in mille modi, ma se diamo attenzione alle emozioni – la nostra verità più immediata – allora possiamo davvero cogliere ciò che è importante per noi;
  • La spinta sulla responsabilità: il terapeuta spinge la persona a diventare protagonista della propria esistenza, a cercare il cambiamento e a metterlo in pratica già durante le sedute;
  • Lo stare sul presente, cercando soluzioni immediate e spingendo la persona a mettersi in gioco nell’immediato.
  • Gli esperimenti: la psicoterapia della Gestalt si basa tutta sulla possibilità per il cliente di giocare, sperimentarsi e trovare nuove soluzioni per raggiungere una condizione di benessere. Il terapeuta utilizza diverse tecniche per stimolare la persona e accompagnarla a ricostruire un panorama di possibili alternative al suo attuale modo di affrontare la vita.

La psicoterapia della Gestalt viene annoverata tra i modelli terapeutici di stampo umanistico.

I miei riferimenti bibliografici:

Clarkson P. (1992) Gestalt Counseling. Per una consulenza psicologica proattiva nella relazione d’aiuto, Sovera.

Mazzei S. (2017) Si salvi chi può, Istituto Gestalt e Body Work.

Mucchielli R. (1987) Apprendere il counseling, Erickson.

Naranjo C. (1996) Carattere e nevrosi. L’enneagramma dei tipi psicologici. Astrolabio.

Naranjo C. (1989) Teoria della tecnica Gestalt, Melusina Editore.

Perls F. (1995) L’Io la fame e l’aggressività, Franco Angeli ed. 1995.

Perls F., Hefferline R. F. e Goodman P. (1997) Teoria e pratica della terapia della Gestalt. Vitalià e accrescimento nella personalità umana, Astrolabio.

Perls F. (1980) La terapia gestaltica parola per parola, Astrolabio.

Perls F. (2006) Qui e ora. Psicoterapia autobiografia,  Sovera.

Perls F. (1977) L’approccio della Gestalt. Testimone oculare della terapia,  Astrolabio.

Perls F. e Baumgardner P. (1983) L’eredità di Perls. Doni dal lago Cowichan, Astrolabio.

Polster E. (1988) Ogni vita merita un romanzo. Quando raccontarsi è terapia, Astrolabio.

Polster E., Polster M. (1986) Terapia della Gestalt integrata. Profili di teoria e pratica, Giuffrè Editore.

Quattrini G. P. (2011) Per una psicoterapia fenomenologico-esistenziale, Giunti.

Quattrini G. P. (2007) Fenomenologia dell’esperienza. Lezioni di Gestalt a orientamento fenomenologico esistenziale, Zephyro Edizioni.

Simkin S. (1978) Brevi lezioni di Gestalt, Borla.

Zinker J. (2002)  Processi creativi in psicoterapia della Gestalt, Franco Angeli.