Cambiare ruolo nel percorso di carriera

Perché è così difficile cambiare percorso lavorativo? È una domanda che ricevo spesso dalle persone che si rivolgono al mio studio. Il più delle volte si tratta di professionisti che, dopo un numero di anni variabile, si rendono conto di aver scelto un ruolo nel quale non si riconoscono più. Arrivano a chiedere una consulenza dopo essersi scontrati con gli ostacoli tipici per chi cerca una diversa collocazione lavorativa.

La necessità di cambiare lavoro

L’esigenza di inserirsi in un nuovo ruolo può dipendere da diversi fattori, fra cui i principali possono essere:

  • La monotonia dovuta all’abitudine e il bisogno di nuovi stimoli, tipica delle persone che preferiscono il cambiamento al mantenimento e consolidamento di una posizione;
  • Lo sviluppo di competenze nella vita personale, che porta al desiderio di poterle applicare anche nella vita professionale (es. quando un hobby – lo sport, la cucina, per fare un esempio – diventa una passione che va oltre il passatempo);
  • Dei cambiamenti nella vita personale che possono incidere sull’adattamento alla mansione svolta (es. difficoltà nel gestire trasferte dovute a carichi familiari, desiderio di sganciarsi da attività di reperibilità fuori dall’orario di lavoro, il trasferimento in un nuovo contesto e il bisogno di allargare il proprio raggio di azione nella ricerca di opportunità, ecc.);
  • Un’impossibilità fisica a sostenere le attività previste (es. quando a seguito di una malattia o del normale processo di invecchiamento non si è più idonei a svolgere un determinato compito).

Qualunque sia l’origine del bisogno di cambiare, la conquista di un nuovo spazio di carriera costituisce un passaggio complesso, perché oltre a fattori di tipo pratico comporta la costruzione di una nuova identità personale e professionale.

Dal punto di vista della persona

Che sia un cambiamento desiderato o subito, cambiare identità professionale significa modificare le proprie abitudini, l’approccio al lavoro, il modo stesso in cui ci si vede e ci si mostra agli altri. È quindi un passaggio non banale e può risultare faticoso. Per questo motivo sarebbe preferibile mettere in atto un progetto di questo tipo in una fase di vita in cui il carico di stress complessivo non sia già troppo alto.  

D’altra parte, specialmente se voluto, il progetto di cambiare lavoro porta con sé quella dose di ambizione, energia e motivazione che costituisce un motore tale da poter sostenere questi sforzi. Ne ho parlato in un articolo di qualche tempo fa.

Dal punto di vista dell’azienda

Come mai le aziende non sono ricettive verso chi si propone per un lavoro diverso da quelli già svolti? La risposta è molto semplice: è più immediato e più economico dare fiducia a chi conosce già la mansione. Le ragioni a favore della scelta dei candidati che hanno già svolto il ruolo sono molte e varie, e non adeguatamente controbilanciate nell’ipotesi (più rischiosa) di assumere qualcuno che quel lavoro non lo conosca.

L’idea è che impiegando una persona che ha già svolto il mestiere si risparmino energie, formazione, tempo e si riducano le possibilità di errore o di un futuro calo di interesse per il lavoro. Si presume che una persona che abbia già ricoperto il ruolo possieda un’esperienza tale da potersi inserire più velocemente, che sia più produttiva fin da subito, che le manchi solamente la conoscenza del nuovo contesto. Sarà un lavoratore abile nel muoversi rispetto ai diversi problemi che possono presentarsi. Dunque, in grado di offrire un rendimento migliore a fronte di minori rischi.

Questo è il motivo per cui, durante una selezione, la maggior parte delle candidature che non mostrano nel cv le parole chiave previste per la posizione, vengono scartate.

Cosa fare per riuscire a cambiare lavoro?

Le strategie da adottare possono essere diverse, vediamone brevemente alcune:

  • Aiutarsi utilizzando la propria rete di conoscenze: è molto più facile ottenere fiducia se si è presentati da qualcuno di conosciuto in azienda. Badate bene, non sto parlando di “raccomandazioni”, ma di quel semplice meccanismo umano per cui se qualcuno di cui mi fido mi presenta una persona, sarò maggiormente propensa a fidarmi di lei. Non lo fate voi stessi, quando vi fate consigliare un ristorante o un professionista?
  • Mettere in luce tutto ciò che sappiamo già fare nel nuovo ambito, proponendo candidature mirate, con un cv costruito ad hoc e non uno standard “per tutti i gusti”;
  • Completarsi con una formazione breve e mirata, come ho già consigliato nell’articolo su come scegliere un master.

Cambiare ruolo nel percorso di carriera è uno scenario che richiede molte energie e una buona dose di grinta. Farsi aiutare da una career coach permette di sviluppare un progetto con maggiore consapevolezza delle possibilità e dei rischi, aumentando le probabilità di successo.

Se senti la necessità di un percorso di consulenza relativo ai tuoi obiettivi lavorativi, leggi le pagine dedicate alla consulenza di carriera e al coaching. Per intraprendere un percorso, contattami.