Nei precedenti articoli abbiamo visto i dodici elementi che determinano felicità e benessere in un’esperienza di lavoro, presentati da Warr e Clapperton (autori del libro “Il gusto di lavorare”) come “vitamine”.

Le vitamine sono elementi essenziali, ma ciascuno di noi le vive con un mix di importanza diverso a seconda della propria speciale individualità: il proprio modo di essere, di affrontare il lavoro, le proprie preferenze, i propri valori.  Ad esempio, ci sono persone che amano i cambiamenti e per questo per loro risulta davvero importante la vitamina della varietà. Per altri, che prediligono contesti meno sfidanti e routine di lavoro consolidate, questa stessa vitamina può avere un effetto stressante.

Quali sono le vitamine più importanti per te?

Prova ad osservare la lista delle vitamine e a prendere nota di quelle che ritieni possano aumentare il tuo benessere e la tua felicità, in termini assoluti. Quali sono essenziali per te, e quali invece meno salienti? Quali non ti interessano?

Per facilitarti, aggiungo alcune specifiche utili a chiarire il senso delle diverse voci.

  1. Influenza personale: quanto puoi incidere sul tuo lavoro, prendere decisioni;
  2. Uso delle proprie abilità: quanto riesci ad usare le tue competenze o acquisirne di nuove;
  3. Richieste e obiettivi: grado in cui il lavoro richiede il raggiungimento di obiettivi, e adeguatezza delle diverse richieste tra di loro e in rapporto alle esigenze della vita privata.
  4. Varietà: livello di variazione nelle attività e nello svolgimento del lavoro.
  5. Chiare esigenze e prospettive: grado di incertezza presente nel lavoro.
  6. Contatti sociali: quanti rapporti hai con altre persone, e come li valuti in termini di qualità.
  7. Denaro: adeguatezza della paga alla prestazione.
  8. Ambiente fisico adeguato: sicurezza, pulizia, gradevolezza dell’ambiente di lavoro.
  9. Un ruolo di valore: grado in cui il ruolo lavorativo viene riconosciuto dalle altre persone.
  10. Supervisione di sostegno: tipo di supporto che ricevi nello svolgere i compiti assegnati.
  11. Buone prospettive di carriera: sicurezza del posto di lavoro e presenza di spazi di crescita.
  12. Trattamento equo: equità da parte del datore di lavoro ed etica nei confronti della società.

Quanto è fonte di benessere il tuo attuale lavoro?

Ora che hai deciso cosa è importante per te, prova a fare il punto della situazione sul tuo attuale lavoro: quali vitamine sono presenti e in quale grado (es. basso, medio, alto)?

Infine, metti a confronto le tue preferenze con la realtà del tuo lavoro odierno, per ottenere un quadro immediato di quanto tu possa trarre benessere dal tuo impiego. Com’è il bilancio? Le tue esigenze e le opportunità che ti offre il tuo lavoro coincidono? Oppure ti trovi in un contesto molto distante dai tuoi valori.

Se il risultato che osservi è di una discrepanza fra ciò che vuoi e ciò che hai, forse è il momento di fare qualcosa in favore del tuo benessere: provare ad ottenere dei cambiamenti nel tuo lavoro o ipotizzare un nuovo progetto professionale. Il coaching può essere lo strumento migliore per sostenere questo genere di prospettiva.

Per approfondire:

“Il gusto di lavorare. Soddisfazione, felicità e lavoro” di P. Warr e G. Clapperton, edizioni Il Mulino