Riconoscere ed esprimere la rabbia

riconoscere esprimere rabbia

Come ogni altra emozione, la rabbia è una reazione immediata e spontanea di fronte a situazioni che viviamo nella nostra vita.

È istintiva e non è possibile gestirla, nel senso che non siamo in grado di evitare di provare una determinata emozione. Possiamo, invece, ascoltarla ed esprimerla con delle modalità che risultino adatte all’equilibrio che abbiamo costruito nella nostra vita e nelle relazioni con gli altri.

Il messaggio che comunica la rabbia

La rabbia è l’emozione che proviamo quando la situazione si sviluppa in modo diverso dalle nostre aspettative. Oppure quando accade qualcosa che riteniamo ingiusto, per noi stessi o per altre persone.

Questa emozione catalizza le nostre energie ed ha una spinta propulsiva molto forte. È un motore importante per la nostra vita, e fa da sfondo alla maggior parte delle nostre iniziative. È la forza che ci consente di raggiungere risultati, di perseverare nel mettere l’impegno anche di fronte alle difficoltà. È l’emozione necessaria a sostenere la grinta.

Cosa accade quando proviamo rabbia

La rabbia si manifesta nel corpo in modo visibile.  Gli studi di Paul Ekman sull’espressione delle emozioni nei movimenti del volto identificano come segnali della rabbia: sopracciglia abbassate e ravvicinate, palpebre tese e sguardo fisso, labbra serrate o aperte in una forma squadrata, mascelle contratte.

Questi indicatori li possiamo riconoscere con le stesse modalità espressive in persone provenienti da diverse culture, ma anche negli animali più evoluti. Chi ha un cane o un gatto non avrà difficoltà a riconoscere la rabbia anche nel suo animale domestico. Ciò accade perché le emozioni fanno parte di un patrimonio molto antico, che si è evoluto attraverso le specie animali fino ad arrivare all’uomo.

Le emozioni sono fondamentali per la sopravvivenza, e la rabbia è davvero importante: è l’emozione che scatta quando qualcuno invade il nostro territorio, che ci conduce a difenderci quando siamo minacciati. È necessaria per la sopravvivenza.

Come essere consapevoli della rabbia

Ogni volta che sentiamo le emozioni ribollire dentro di noi, stiamo provando rabbia. Quando ciò accade possiamo ascoltare l’emozione per capire cosa non stia andando e trovare modi per cambiare la situazione.

Per comprendere la rabbia è opportuno compiere due passaggi:

  1. Renderci conto che la rabbia non dipende da ciò che accade all’esterno, ma da ciò che proviamo dentro di noi. Non sono gli altri, dunque, a farci arrabbiare, ma il nostro modo di giudicarli.
  2. Scollegare il giudizio che diamo all’altro e focalizzarci sul nostro bisogno. Non è utile pensare che sia l’altro ad essere cattivo o ingiusto, ma cogliere quale nostro non viene soddisfatto.

Ad esempio, arrabbiarsi con il partner perché ci lascia soli e pensare che sia egoista non ci permette di focalizzarci, invece, sul nostro vissuto di solitudine e sul bisogno di compagnia.

Oppure, per riprendere la rabbia come spinta per esprimere la grinta: anziché pensare che in Italia nulla funzioni perché fanno carriera solo i raccomandati, impegnarci per trovare il nostro modo per farci strada nel mondo.

È sul bisogno che possiamo trovare soluzioni.

Come esprimere la rabbia

Una volta individuato il bisogno alla base della rabbia, non rimane che esprimerlo. A questo punto entrano in gioco le abilità di comunicazione con gli altri.

Due strumenti utili per trasformare la rabbia in un messaggio produttivo sono la comunicazione non violenta e l’assertività.

La comunicazione non violenta di Rosenberg è un modello per esprimere i nostri bisogni attraverso un messaggio che parte da noi stessi, anziché dal giudizio sugli altri. Per esprimere a un amico che sono molto seccata per i suoi continui ritardi, potrei dirgli che è un egoista e ritardatario. Con questo messaggio l’altro sarebbe portato a mettersi sulla difensiva e non cambierebbe atteggiamento.

Attraverso la comunicazione non violenta potrei dirgli che “l’attesa di venti minuti da sola al ristorante mi ha messa a disagio. Non mi piace rimanere in sospeso e ti chiedo di avvisarmi, quando pensi di non riuscire a rispettare l’appuntamento”. Parlando delle mie emozioni diventerei più efficaci, perché l’altro potrebbe comprendermi ed essere più propenso a venirmi incontro.

Quando parliamo di assertività intendiamo, invece, un modo di comunicare che consente di affermare i nostri bisogni senza ledere i diritti altrui. Riprendendo l’esempio potrei dire all’amico che sono disturbata dalle situazioni in cui vengo lasciata in attesa e che la prossima volta calcolerò la mia presenza riservandomi una quota di tempo necessaria ad assorbire il suo ritardo.

La comunicazione assertiva consente esprimersi in modo diretto, senza sensi di colpa.

Non c’è una strada valida per ogni situazione. Quello che è certo è che, quando aggrediamo gli altri con i nostri giudizi o sopportiamo le nostre emozioni senza esprimerle, stiamo percorrendo strade che non portano benefici.

Se ti senti difficoltà nel gestire la rabbia e non riesci a trovare le strategie giuste, può esserti utile lavorare su di te con l’aiuto di una consulente esperta.

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