Coaching

Grinta, sogni e obiettivi

Che differenza c’è fra un sogno e un obiettivo, qualunque essi siano? La grinta e i costi che siamo disposti a mettere in gioco per realizzarli. Ciascuno di noi, fin da bambino, coltiva desideri e speranze sul proprio futuro, ma cosa distingue un astronauta vero da una persona che sognava di fare l’astronauta, poi si ritrova a fare tutt’altro nella vita? Il primo ha investito tutto se stesso per avverare il sogno, la seconda ha rinunciato.

Gli studi di Angela Duckworth, di cui approfondiremo in un prossimo post, hanno dimostrato come a fare la differenza nel concretizzare con successo un proprio desiderio non sia tanto la presenza di doti naturali (il cosiddetto talento), ma la grinta. Grinta che va intesa come un insieme di passione e perseveranza e che garantisce costanza verso l’obiettivo anche in quei momenti sfortunati che, prima o poi, capitano a tutti.

Sogno o  visione

Quindi da dove partire per dare vita a un sogno? Innanzitutto fare un’analisi razionale di quanto e cosa siamo disposti ad investire per conseguirlo. Capire, cioè, se si tratta di un sogno di fantasia o di un vero obiettivo, di una meta verso cui vogliamo tendere e per la quale siamo disposti a metterci in gioco. Da coach chiamo un obiettivo di questo genere “visione”.

Un sogno è una meta verso la quale ci piacerebbe andare, ma per la quale non siamo disposti a pagare pegno. Ad esempio, nella mia fantasia mi vedo come chitarrista in un gruppo rock, ma non ho voglia di spendere ore di tempo ad imparare accordi, e non mi decido a prendere lezioni di musica. Continuerò ad immaginarmi su un palcoscenico mentre ascolto i miei gruppi preferiti, ma suonare in una band rimarrà un sogno privo di fondamenta. Suonare in una band non è davvero un mio obiettivo.

Una visione è un sogno sostenuto dall’impegno nella sua realizzazione. Se  è veramente sentita, se ci sono passione e perseveranza a sostenerla, avremo la capacità di focalizzarci sul futuro desiderato e orientare in questo senso il nostro comportamento giorno per giorno. Andremo oltre i momenti difficili e manterremo l’impegno anche quando la meta sembra allontanarsi. Se c’è una visione, allora la quotidianità andrà tutta nella direzione del suo raggiungimento.

Vediamo un altro esempio: in questi ultimi anni la cucina è diventata una vera moda, in TV le trasmissioni culinarie spopolano e gli chef sono diventati dei VIP. Sono molte le persone che si dilettano ai fornelli, e spesso mi capita di sentirne alcune che, stanche di un lavoro quotidiano che non le appassiona, sognano di aprire un ristorante. Chi riesce davvero a dare vita alla visione? Chi si impegna formandosi per acquisire competenze nel settore, si mette in gioco andando a fare esperienza sul campo, prende informazioni su come aprire la propria attività, è disposto a rinunciare alle proprie certezze e, via via, muove tutti i passi necessari per concretizzare il progetto. Chi decide di non lasciare il certo per l’incerto, no.

Quali costi sei disposto/a a sostenere?

Allora cosa fare per capire se stiamo coltivando un sogno o una visione? Anzitutto fare un elenco dei costi che comporta la realizzazione del sogno, cominciando almeno da queste tre tipologie:

  • Costi economici: quanto denaro mi serve oggi? Come posso far rientrare le spese per realizzare il sogno nelle mie finanze attuali, o come posso finanziarmi diversamente? Questo sogno mi porterà delle entrate, una volta realizzato?
  • Costi in termini di tempo: quanto tempo mi serve per prepararmi a realizzare l’obiettivo? Posso ricavare spazi dalla mia vita professionale o dovrò sacrificare il mio tempo libero? Come concilierò la vita personale con il carico derivante da questa attività? Come sarà scandita la mia vita una volta che avrò realizzato il progetto?
  • Costi in termini di energie: quanto mi sento saturo e quanto posso mettermi in gioco per un nuovo progetto? A chi posso chiedere aiuto e rispetto a cosa?

Se riusciamo a focalizzarci su questi primi elementi dovremmo già essere in grado di capire se la visione è reale, o se si tratta una fantasia per la quale non abbiamo sufficiente motivazione.

Nel prossimo post vi racconterò qualcosa di più sulla grinta, e del suo modo di sostenere la visione.

Bibliografia

Duckworth Angela (2016, traduzione italiana 2017) Grinta. Il potere della passione e della perseveranza. Giunti editore.