Nel post precedente abbiamo visto come strutturare la prima parte del profilo LinkedIn ai fini della ricerca di lavoro. Ora veniamo alla seconda parte e ad alcune indicazioni su come sfruttarla al meglio per ottenere visibilità.

Skills & Endorsements (Competenze)

Quando mi muovo da recruiter, non guardo questa parte del profilo per avere informazioni sulle competenze possedute dalla persona. Preferisco osservare le esperienze di lavoro e approfondire con una telefonata, o con un colloquio di persona.

Tuttavia è importante che in questa area compaiano le competenze critiche in funzione della tua ricerca di lavoro. Sei hai identificato le parole chiave della tua ricerca di lavoro, come suggerivo nel primo post, qui potrai inserire tutte le competenze che si collegano ad esse.

Accomplishments (Traguardi raggiunti)

In questa sezione suggerisco di inserire tutto ciò che può essere utile a ribadire le parole chiave. Il campo include alcune sottocategorie, ed è possibile scegliere quali compilare e rendere visibili. Di seguito alcuni suggerimenti sul loro utilizzo:

  • Pubblicazioni: si possono inserire pubblicazioni su riviste scientifiche, libri, ecc.;
  • Brevetti: utile per ingegneri, tecnici di settori specifici;
  • Corsi: inserirei in questa parte i corsi di durata inferiore a un anno, quelli per i quali non vi è un titolo riconosciuto. Insomma, quelli che abbiamo escluso dalla sezione “education”;
  • Progetti: suggerisco di compilarlo se sono stati sviluppati progetti coerenti con la ricerca di lavoro;
  • Riconoscimenti e premi: idem come sopra;
  • Votazione esame: può essere utile per persone neolaureate, per indicare l’esito di esami applicativi particolarmente critici nella professione. Non eccederei nell’uso (massimo 2/3 esami);
  • Lingue: è preferibile essere realisti e trasparenti. Pessima idea farsi cogliere impreparati ad un colloquio in lingua straniera, se si è dichiarato un livello di conoscenza più elevato di quello effettivo;
  • Organizzazioni: eviterei di inserire organizzazioni che non abbiano un’attinenza all’ambito di lavoro. Quindi sì ad ordini e associazioni professionali, no ad associazioni legate al tempo libero (sport o altro).

Recommendations (Referenze)

Personalmente non ho l’abitudine di leggere le referenze, un po’ perché non ne ho mai viste di negative (e quindi in generale le trovo poco credibili), un po’ perché preferisco farmi un’idea della persona incontrandola. In ogni caso, se qualche persona di tua fiducia può scrivere una referenza su di te, accettala e – se puoi -ricambia il favore.

 

Una volta che avrai terminato la compilazione del profilo, accertati di avere impostato nel modo corretto  il parametro “Career interests” (in italiano “Interessi di carriera”): deve essere in modalità ON, in modo da renderti facilmente ricercabile dai recruiters.

A questo punto potrebbero iniziare ad arrivarti i primi contatti da parte di head hunters di società di selezione o recruiters interni ad aziende. Ti suggerisco di rispondere sempre ai selezionatori, anche quando ti propongono un’offerta che non è in linea con le tue ricerche: è un’occasione per farti conoscere e per spargere la voce su cosa stai cercando.