Consulenza di carriera

Il curriculum: pochi essenziali consigli per l’uso n.4 – Istruzione e formazione

Se avete completato in modo esaustivo la sezione relativa alle esperienze professionali, non sarà difficile applicare lo stesso metodo di lavoro per le esperienze di studio e formazione: partire dalle più recenti per scorrere via via fino alle prime. Ma quali informazioni inserire per ogni corso? Vediamole rapidamente nell’elenco che segue:

  1. Il titolo del percorso formativo: deve già contenere una specifica che renda chiaro di che contenuti stiamo parlando, per cui non basta scrivere “master” o “qualifica professionale” o “diploma”, ma occorre essere più precisi indicando “Master in Business Administration” oppure “Diploma di maturità scientifica” o “Qualifica di congegnatore meccanico”, ecc..
  2. Il nome dell’ente che ha erogato la formazione, ed eventualmente la sua sede (particolarmente importante se il titolo è stato conseguito all’estero).
  3. La descrizione del corso: ovvero un breve elenco (ragionato) delle materie oggetto della formazione, ove ragionato significa che si focalizzerà l’attenzione su quelle materie che meglio identificano i contenuti del percorso formativo, o che sono più utili per indirizzare il nostro curriculum verso la posizione lavorativa desiderata.
  4. Le date di inizio e fine attività: certo, se avete impiegato molto tempo per concludere gli studi universitari, potete indicare solo l’anno di termine degli studi. In questo caso particolare sarà utile indicare tutte quelle esperienze di lavoro che possono giustificare un tempo ampio per il termine della formazione.
  5. Il voto finale: nota dolente per gli studenti meno scrupolosi. Può certamente essere omesso, ma sappiate che difficilmente è un dato che “scappa” al recruiter e prima o poi i nodi verranno al pettine.
  6. Varie ed eventuali: nel caso della formazione universitaria suggerisco sempre di inserire il titolo della tesi di laurea. Se la tesi è stata frutto di un lavoro di ricerca, dove sono state svolte attività di tipo pratico (es. tracciare dei processi aziendali, fare un business plan, realizzare un software, tradurre un testo) l’esperienza di tesi può essere inserita in dettaglio nella sezione delle esperienze professionali.

FAQ

  1. Ho fatto un corso in un ambito che ha poco a che vedere con la sfera professionale. Lo inserisco? No, a meno che desideri trasformare l’hobby in un lavoro, ma tenete sempre a mente chi è il destinatario del curriculum.
  2. I corsi obbligatori per la sicurezza vanno inseriti? Io suggerisco di non inserirli per non appesantire inutilmente il curriculum, ma di comunicare a colloquio che hai già svolto questa formazione e sei in possesso dell’attestato (è un’informazione importante per il datore di lavoro).
  3. Lo stage a completamento di un corso di formazione è un’esperienza formativa o di lavoro? Io suggerisco di usare questo criterio: se sei al primo impatto con il mondo del lavoro, puoi tracciarla come attività professionale, se hai già un curriculum ricco di attività lavorative indicalo semplicemente a corredo delle informazioni sul corso.

Dulcis in fundo

Tenete presente che l’aggiornamento continuo di un lavoratore è un argomento che arricchisce il curriculum e passa l’idea che non abbiate smesso di investire su di voi dal punto di vista professionale. Questo è particolarmente importante per i lavoratori meno giovani, o che faticano a inserirsi/reinserirsi nel mercato del lavoro. La formazione è importante, questa sezione del curriculum è strategica quanto quella delle esperienze professionali.