Consulenza di carriera

La sindrome di Achille nella ricerca del lavoro

Hai mai pensato che la tua autostima incide anche sul modo in cui cerchi lavoro?

Occupandomi di selezione del personale per le aziende e affiancando le persone con consulenze di carriera e percorsi di career coaching, ho notato che spesso è proprio il livello di fiducia in sé a condizionare la possibilità di ottenere spazi di sviluppo professionale.

La sindrome di Achille

Ho già presentato in una serie di articoli la sindrome di Achille, ovvero la condizione di vulnerabilità che caratterizza persone poco sicure delle proprie capacità, che sentono di non essere sufficientemente preparate nonostante ricevano riscontri positivi e ammirazione dagli altri.

La sindrome di Achille si manifesta nella persona con queste sette caratteristiche:

  1. Disparità fra la competenza che viene riconosciuta dall’esterno e la capacità che la persona riesce ad ammettere (pseudocompetenza), unita alla sensazione di essere un impostore;
  2. Forte ansia e tensione prima di svolgere un compito rilevante;
  3. Tensione spropositata o sfinimento dopo la prestazione;
  4. Senso di sollievo, anziché di soddisfazione, dopo aver concluso un compito;
  5. Impossibilità di usare l’esperienza di successo come fonte di sicurezza per le prestazioni successive;
  6. Senso di paura, vergogna, umiliazione al pensiero di essere scoperti;
  7. Solitudine dovuta al desiderio di ottenere supporto dagli altri, che però viene bloccato per la paura di non essere compresi.

Trattandosi di una forma di insicurezza rispetto alle proprie competenze e capacità, la sindrome di Achille ha una forte influenza rispetto a come la persona si muove nel mondo del lavoro.

Come la sindrome di Achille interferisce nella ricerca di lavoro

Che tu sia una persona che lavora come dipendente o come freelance, farsi conoscere e presentarsi agli altri è un requisito fondamentale per poter crescere ed evolvere nel percorso di carriera.

Il possesso di un senso di autoefficacia e una base di autostima sono presupposti fondamentali per affrontare nuovi progetti, per immergersi nella acquisizione di nuove responsabilità, per mettersi alla prova nello sviluppo di nuove competenze. L’autostima influenza la capacità di comunicare al mondo la propria disponibilità con l’autorevolezza necessaria ad ottenere fiducia dagli altri.

Se la fiducia nelle proprie capacità è debole, se il senso di stabilità personale viene minato dall’insicurezza, manca di conseguenza anche la disponibilità per mettersi in gioco verso nuove sfide.

Cosa succede se interviene la sindrome di Achille nella ricerca del lavoro?

Quando agisce la sindrome di Achille, uno dei fenomeni che osservo più spesso rispetto alla ricerca del lavoro è la tendenza a tirarsi indietro di fronte alle opportunità.

La persona che soffre della sindrome di Achille non si sente sicura, e finisce col non tentare neanche. Non invia una candidatura, non si propone per un progetto, non partecipa ad un bando di gara perché “tanto non sono abbastanza” o per la paura di non riuscire a sostenere il ruolo.

La sfiducia in sé rende egocentrici, per cui si finisce col dare ascolto solo a sé stessi, senza riconoscere che, il più delle volte, sono gli altri a poter giudicare se siamo sufficientemente preparati o meno.

Le domande che pongo più spesso a chi si trova a rinunciare ad una occasione “perché non credo di essere preparato abbastanza” sono: perché vuoi deciderlo tu? Come mai non lasci che siano gli altri a stabilire se sei la persona giusta?

Insomma, la soluzione è mettersi in gioco, entrare in relazione, raccontarsi per ciò che si è e lasciare che sia l’altro a stimare se siamo adeguati o meno, se può affidarsi a noi oppure no.

Proporsi o no?

Il consiglio che mi sento di dare è di provare, sempre. A volte le aziende modificano le loro esigenze in funzione delle persone che incontrano, o trovano più interessanti alcune qualità della persona (es. il modo in cui comunica, l’apertura ad apprendere) piuttosto che la rigida corrispondenza al possesso di abilità tecniche.

Per cui, se i requisiti di base ci sono, vale sempre la pena proporsi.

 

Se vuoi intraprendere un percorso per rafforzare la tua autostima, se senti il bisogno di un supporto per la tua carriera o se vuoi ulteriori informazioni, puoi contattarmi ai recapiti che trovi qui.