Affrontare il colloquio di lavoro n.2 – Fra cinque anni

colloquio di lavoro fra cinque anni

“Come si vede fra cinque anni?”: altra domanda tipica del colloquio di lavoro, alla quale può essere utile arrivare preparati ponendosela in autonomia e trovando la risposta migliore per sé.

Perché viene fatta questa domanda?

Partiamo dallo scopo per cui il selezionatore pone questa domanda, che ovviamente non è di verificare la capacità divinatoria del candidato. La finalità è di acquisire elementi volti a valutare:

  1. La qualità delle aspettative sul futuro: il candidato è in grado di delineare un percorso atteso per il futuro? Si sa dare degli obiettivi, oppure è più propenso a stare sul presente? Riesce a definire in modo puntuale la posizione desiderata o propone solo un’etichetta generica (es. manager)?
  2. Le motivazioni con cui il candidato si muove nel mondo del lavoro: è una persona interessata alla possibilità di migliorarsi in termini di competenze, o che vede il lavoro come un mezzo per ottenere riconoscimenti sociali? Esplicita il desiderio di ricoprire posizioni di prestigio? Se sì, con quali motivazioni?
  3. Il grado di sicurezza del candidato nel manifestare obiettivi di crescita più o meno elevati (dal “mi basta un lavoro” al “voglio diventare dirigente”): nell’affermare il desiderio di una carriera verticale è sereno o titubante?
  4. La corrispondenza fra il pacchetto di competenze attuale del candidato, la posizione presentata, e il disegno futuro: è in grado di individuare punti di miglioramento per raggiungere gli obiettivi che si propone? Quanto sono realistici?

Come rispondere

Non esistono risposte giuste o sbagliate. Il consiglio che mi sento di dare è di proporre un piano per il futuro:

– che punti al medio-termine, quindi non rispondere “il mio obiettivo è diventare amministratore delegato”, ma piuttosto scegliere un profilo manageriale o tecnico di medio livello;

–  che sia descrivibile in termini di contenuti (es. “vorrei coordinare un gruppo di lavoro”, “vorrei diventare uno specialista della mia materia”). Il recruiter potrebbe infatti chiedere approfondimenti;

– che sia lineare con il proprio percorso, quindi che non preveda grosse trasformazioni nell’insieme di competenze attuali, a meno che vengano adeguatamente argomentate le modalità per attuare il cambiamento (es. “per raggiungere questo traguardo intendo conseguire un master”);

– che non sia legato solamente a finalità di tipo economico, ma che siano chiare le motivazioni per un impegno sul lavoro orientato al potenziamento delle competenze.

Per ottenere i migliori risultati nella ricerca del lavoro può esserti utile una consulenza mirata a comunicare in modo efficace le tue competenze, le tue aspirazioni e potenzialità.

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