Formazione: metodi attivi e coaching

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Formazione: metodi attivi e coaching 2019-04-12T09:35:35+00:00

Accompagno le organizzazioni nella rilevazione del fabbisogno formativo, individuando le modalità per colmare il gap fra le competenze possedute e quelle attese. Erogo pacchetti formativi come docente, utilizzando metodi attivi per promuovere il coinvolgimento delle persone e l’apprendimento.

Come Associate Certified Coach di ICF realizzo interventi di coaching individuale e di gruppo (team e group coaching).

Formazione in aula

Dal 2005 mi occupo di formazione in ambito organizzativo, progettando e gestendo come docente percorsi sulle seguenti tematiche:

Comunicazione interpersonale
  • Gestione della comunicazione interna ed esterna (n. 2 giornate)
  • Comunicazione assertiva (n. 1 giornata)
  • Gestione dei conflitti (n. 1-2 giornate)
  • Public speaking (n. 1-2 giornate)
Competenze manageriali
  • Gestione del tempo (n. 1 giornata)
  • Gestione delle riunioni (n. 1 giornata)
  • La selezione dei collaboratori (n. 1-2 giornate)
  • Team building (n. 2-3 giornate)
Benessere lavorativo
  • Benessere sul lavoro e gestione dello stress (n. 1- 2 giornate)
  • Stress e burnout nei contesti lavorativi (n. 1-2 giornate)

Grazie alla formazione acquisita nella gestione dei gruppi con strumenti psicodrammatici e gestaltici, utilizzo metodi attivi per favorire l’acquisizione di competenze in modalità esperienziale, alternando momenti di formazione teorica con esercitazioni, simulazioni e giochi di ruolo.

 

Coaching

Nei contesti aziendali sviluppo percorsi di coaching per singoli e gruppi, concordando con la committenza le finalità dell’intervento.

Il coaching in azienda è lo strumento migliore per costruire programmi ad hoc finalizzati ad accompagnare le persone o i team nel raggiungimento di obiettivi.

ICF (la più importante associazione di coach professionisti a livello internazionale) definisce il Coaching come «una partnership con i clienti, che attraverso un processo stimolante e creativo spinge a massimizzare il potenziale personale e professionale». Ciò significa che il compito del coach è principalmente quello di creare consapevolezza e potenziare la responsabilità della persona nel mettersi in gioco per raggiungere lo scopo prefissato.

Coaching individuale

Il percorso normalmente prende avvio da un incontro con la committenza (dipartimento HR,  dirigenza o il diretto superiore) e con il diretto interessato (coachee), volto a definire gli obiettivi da raggiungere attraverso il percorso. Si sviluppa poi un programma di sessioni (in genere da sette a dieci sessioni), nell’arco delle quali la persona avrà la possibilità di rielaborare il suo modo di affrontare l’attività lavorativa nell’ottica di raggiungere l’obiettivo concordato.

Compito del coach è di fornire feedback costanti alla persona, permettendole di sviluppare consapevolezza e responsabilità. Lo fa attraverso il dialogo, domande o l’utilizzo di strumenti e schede per rielaborare le esperienze.

Grazie all’attività svolta dal coach, i clienti sono in grado di apprendere ed elaborare le tecniche e le strategie di azione che permetteranno loro di migliorare sia le performance, che la qualità della propria vita.

Al termine delle sessioni si prevede un ultimo incontro alla presenza della committenza per rielaborare i risultati raggiunti.

Team coaching

La performance di un gruppo di lavoro si può potenziare, piuttosto che con attività dirette ai singoli, con un intervento di team coaching che vede contemporaneamente coinvolti tutti gli elementi che lo compongono (team leader e collaboratori).

Il team coaching si può definire, con le parole di David Clutterbuck, “aiutare una squadra a migliorare la propria prestazione e il processo attraverso il quale tale prestazione è ottenuta, attraverso la riflessione e il dialogo”. Il coach, in questo caso, supporta la squadra di lavoro a riconoscere il proprio modo di comunicare e di collaborare, e ad  individuarne  punti di forza o eventuali disfunzioni.

In sostanza, il team coach osserva le relazioni nel gruppo di lavoro e interviene per stimolare lo sviluppo di consapevolezza e di nuovi modi di interagire, più funzionali al raggiungimento degli obiettivi aziendali.

Tutto questo avviene in un programma di sessioni (circa cinque), a cui possono eventualmente aggiungersi sessioni individuali per il team leader.

Group coaching

A differenza del team coaching, che vede coinvolto un gruppo di lavoro consolidato, nel group coaching si costituisce un gruppo di pari tutti orientati al raggiungimento di un obiettivo comune, ma che non necessariamente collaborano tra di loro. L’individuazione dei partecipanti ad  un group coaching segue logiche vicine alla costituzione di un gruppo di formazione; si può trattare, ad esempio, di allineare soggetti appartenenti a diversi settori aziendali verso un unico obiettivo generale, ma con modalità diverse a seconda della persona.

Il vantaggio è di poter seguire contemporaneamente più persone, offrendo medesimi stimoli ma seguendoli individualmente nella rielaborazione degli stessi. I partecipanti vengono sollecitati da pillole formative e successivamente svolgono esercizi e simulazioni in cui lavorano fra pari. Possono essere previste sessioni individuali per accompagnare il processo.

 

I miei riferimenti bibliografici:

Boal A. (1996) Il poliziotto e la maschera. Giochi, esercizi e tecniche del teatro dell’oppresso,  La Meridiana.

Boria G., Muzzarelli F. (2009) Incontri sulla scena. Lo psicodramma classico per la formazione e lo sviluppo nelle organizzazioni, Franco Angeli.

Bruscaglioni M., Gheno S. (2000) Il gusto del potere. Empowerment di persona e azienda, Franco Angeli.

Clutterbuck D. (2009) Team coaching. Come portare la propria squadra all’eccellenza, NLP Italy.

Dotti L. (2006) Storie di vita in scena. Il teatro di improvvisazione al servizio del singolo, del gruppo, della comunità, Ananke.

Giusti E., Passalacqua L. (2008) Guarire con le arti drammatiche, Sovera Edizioni.

Grotowski J. (1970) Per un teatro povero, Bulzoni.

Moreno J.L. (1985) Manuale di psicodramma: il teatro come terapia, Astrolabio.

Moreno J.L. (2002) Il profeta dello psicodramma, Di Renzo Editore.

Moreno J.L. (2007)  Il teatro della spontaneità, Di Renzo Editore.

Parkin M. (2005) Racconti per il coaching. 50 storie per allenare individui e piccoli gruppi, ETAS.

Pitruzzella S. (2004) Manuale di teatro creativo. 240 tecniche drammatiche da utilizzare in terapia, educazione e teatro sociale, Franco Angeli.

Rebillot P. e Kay M. (2015) Il viaggio dell’eroe, Ericlea.

Whithmore J. (2011) Coaching. Come risvegliare il potenziale umano nel lavoro, nello sport e nella vita di tutti i giorni, Alessio Roberti.